Grosseto, quanto e come spende per i servizi


Il raffronto con gli altri Comuni capoluogo di provincia

In Italia si sente spesso dire che le nostre Pubbliche Amministrazioni sono inefficienti e lente, e i servizi offerti ai cittadini di scarsa qualità. È vero, o è soltanto una percezione diffusa che non trova – più – riscontro nella realtà?

Va detto con chiarezza che oggi non è possibile dare una risposta univoca, sia perché la situazione varia moltissimo da Comune a Comune, sia perché è diventato difficile avere a disposizione dati che rendano quella risposta effettivamente fondata. Fino a pochi anni fa, infatti, i Comuni italiani erano tenuti a rendicontare con precisione le attività svolte dai propri uffici, indicando quanti servizi e procedimenti erano stati erogati/conclusi nell’anno, in quanto tempo, con quali costi. Poi, nel 2016, la cosiddetta riforma Madia ha fatto venire meno quegli obblighi di pubblicazione (ad eccezione di quello sui costi): la conseguenza è che, oggi, nessuno può valutare i servizi e i procedimenti erogati/conclusi dai Comuni, come da altre Pubbliche Amministrazioni.

L’Indice di Capacità Amministrativa, creato da Fondazione Etica, è stato costruito proprio con questo obiettivo: valutare in chiave comparata la trasparenza e l’efficienza di Comuni e Regioni, per conoscere e far conoscere come viene amministrata una città, quali ne siano i punti di forza e quali quelli di debolezza.

QUANTI E QUALI SERVIZI E PROCEDIMENTI EROGATI E CONCLUSI

Grosseto, come molti altri Comuni, ha smesso di pubblicare il numero dei servizi e dei procedimenti erogati e conclusi nella sezione Amministrazione Trasparente a ciò riservata (“Attività e procedimenti”): tuttavia nella Relazione sulla Performance, oltre agli obiettivi precisa, nelle ultime pagine, il numero di variazioni anagrafiche effettuate, ad esempio, o il numero di assegni concessi per maternità e nuclei familiari.
TEMPI

Sui tempi l’informazione è totalmente assente , in quanto non viene precisato il tempo impiegato per ciascun servizio e procedimento, né viene indicato se sono stati superati i tempi previsti dalle norme.

COSTI

Le spese sostenute per ciascuna area di intervento (anagrafe, sociale, etc..) sono pubblicate nell’apposita sezione sul sito web, anche se soltanto per macroaree (missioni di bilancio). È possibile, pertanto, operare un raffronto tra quanto il Comune ha investito rispetto agli altri Comuni capoluogo di provincia in alcune settori ritenuti particolarmente rilevanti, come, ad esempio, quello dell’infanzia e degli asili nido o quello del trasporto pubblico locale. È da precisare che una spesa elevata non è di per sé un indicatore di buona o cattiva gestione: tanti soldi possono essere spesi male, così come pochi soldi possono essere investiti bene. Il raffronto con la spesa degli altri Comuni costituisce comunque  una buona base di raffronto.

I RISULTATI DELLA COMPARAZIONE

Il dato che più emerge (e in qualche modo sorprende) è che, tra tutti i settori analizzati, l’unico in cui Grosseto ha registrato una spesa pro-capite superiore alla media nazionale è stato quello relativo all’Ordine pubblico e alla Sicurezza (Missione 3), obiettivo al quale sono stati dedicati dall’Amministrazione comunale 75€ per persona, a fronte di una spesa media italiana di 59€.

Di poco inferiore alla spesa media degli altri Comuni capoluogo di provincia è stata invece la spesa riservata alle Attività culturali e alla tutela del patrimonio culturale (Missione 5), area in cui Grosseto ha sostenuto costi per 35,3€ a persona, contro ai 38,6 della media nazionale.

In tutti gli altri settori presi in considerazione (Infanzia e asili nido; Rischio di esclusione sociale; Trasporto pubblico locale; Attività sportive e giovani; Sostegno all’occupazione) la spesa registrata dal Comune di Grosseto è stata sensibilmente inferiore rispetto alla media italiana.

Per quanto riguarda l’Infanzia e gli asili nido (Missione 12) – servizi essenziali anche per invertire la tendenza della bassa natalità registrata nell’ultimo decennio – Grosseto ha registrato una spesa di soli 26,4€ per persona, a fronte di una spesa media nazionale di 62€, così posizionandosi in 88ª posizione.

Risultati analoghi si riscontrano anche nelle Misure contro il rischio di esclusione sociale (Missione 12) e nel Trasporto pubblico locale (Missione  10), aree in cui il Comune si è fermato rispettivamente all’85ª e all’86ª posizione. Per affrontare il rischio di esclusione sociale Grosseto ha stanziato 14,6€ p.c., meno della metà della media nazionale, che è stata di 36€ per cittadino. Per il Trasporto pubblico locale, invece, la spesa è stata di soli 7€ a persona, 1/8 rispetto agli altri Comuni capoluogo, che hanno dedicato in media alla mobilità ben 57€ p.c.

È andata poco meglio (77ª posizione) nell’area delle Attività sportive e giovani, dove il Comune di Grosseto ha speso 8,4€ p.c., a fronte di una spesa media di 16,7€.

Paola Caporossi e Francesco Notari Fondazione Etica

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